Scarpe da tango: come sceglierle senza sbagliare?

Ogni anno le nuove allieve mi pongono questa domanda, così ho pensato di scrivere un articolo dedicato a questo accessorio, tanto amato quanto indispensabile.

(in copertina un modello di www.tangolerashoes.it)

Quando ho iniziato a ballare Tango argentino, in Italia non esisteva un prodotto specifico per questa disciplina e le scarpe da ballo disponibili erano chiuse in punta e con il tacco molto largo. Per cui, per reperire le scarpe giuste, dovevo aspettare che i miei maestri tornassero da Buenos Aires con quelle prodotte in Argentina. Ora, per fortuna, non è necessario andare oltre oceano per fare shopping! Da poco più di una decina di anni sono nate diverse aziende “made in Italy” che producono scarpe di ottima qualità, ormai diventate leader nel settore, un riferimento per professionisti ed appassionati di tutto il mondo.

Tutte hanno l’allacciatura, necessaria per assicurare le scarpe alla caviglia durante il ballo, che sia essa singola, doppia, incrociata o con la classica forma a T. Ma non solo. Oggi, grazie all’evoluzione estetica e tecnica del tango, la scarpa è cambiata molto rispetto al passato: è rigorosamente aperta davanti, per permettere un appoggio ottimale con le dita libere e rilassate, e ha il tacco sottile, più elegante, ma soprattutto che garantisce maggiore libertà nei movimenti di adorno. Inoltre, molta attenzione è stata dedicata al confort, ad esempio, con l’inserimento di un cuscinetto nella parte anteriore della soletta che ammortizza l’appoggio del piede. Comode e bellissime!

I modelli vanno dai più tradizionali in pelle o scamosciato, tinta unita o bicolor, fino ad arrivare a quelle di tessuto con stampe floreali, animalier o glitter. Molte aziende, inoltre, danno la possibilità al cliente di personalizzare le proprie calzature, realizzando, tra l’altro, anche i modelli in versione vegana.

Meravigliose per l’estate, quelle proposte da Madame Pivot, in tessuti con stampe floreali:

www.madamepivot.eu

Ogni azienda produce diversi modelli. Si trovano con tallone chiuso o aperto, con pianta larga o più stretta, in base alla forma del piede. Sono elegantissime quelle proposte da Alagalomi, dalla linea affusolata e sensuale, con tacco metallizzato e sottile:

www.alagalomi.com

Ma come scegliere correttamente le scarpe da tango?

1. Per fare la scelta giusta è fondamentale acquistare calzature da aziende che producono scarpe specifiche per il tango argentino. Come ho già detto, le caratteristiche che le contraddistinguono sono necessarie per essere adatte alle nostre esigenze.

2. Non pensare solo all’estetica! Negli anni mi è capitato di commettere questo errore e di tornare a casa con scarpe che non ho più utilizzato. Appena indossata, la scarpa deve essere comoda: si deve subito sentire che il peso del corpo si scarica a terra senza creare tensione nell’arcata del piede. Deve dare un’immediata sensazione di stabilità, con il tacco che, anche se molto sottile, deve essere solido e bilanciare il peso nella parte centrale del piede. La fascetta anteriore non deve comprimere eccessivamente l’alluce e il mignolo.

3. Rispettare la forma del vostro piede. Se, ad esempio, avete problemi di alluce valgo, dovete orientarvi su calzature con modelli a pianta larga e scegliere scarpe in nappa o scamosciato, che essendo più morbide, tendono ad adattarsi più velocemente alla forma del piede. Alcuni modelli, inoltre, hanno dei piccoli inserti elastici proprio a livello dell’alluce, per adattarsi alla sua forma.

4. Non sottovalutare l’importanza del tacco. Quando la donna balla, per la maggior parte del tempo cammina indietro. Per cui, più il tacco è alto, prima si scarica il peso a terra. Per me l’altezza ideale è il tacco da 9 cm. Certo, non tutte sono a loro agio con le scarpe alte e, se non si è abituate nell’uso quotidiano, serve del tempo per fidarsi dell’appoggio e imparare a camminare con fluidità. Comunque, anche se siete principianti e solitamente non utilizzate scarpe con il tacco, il consiglio è di non acquistare un modello con meno di 7/8 cm di tacco.

5. Scarpa chiusa o aperta dietro? Per mia esperienza le prime scarpe da tango dovrebbero essere chiuse dietro. Le scarpe chiuse aiutano a controllare il piede nei movimenti di torsione e danno maggiore sensazione di stabilità.

6. Che colore scegliere? Io consiglio sempre i colori neutri, che vanno dal cipria al beige o al tortora. Li trovo molto raffinati e perfetti da abbinare con qualsiasi vestito (caratteristica fondamentale se siete al vostro primo paio di scarpe). Immancabili poi, nella scarpiera di una tanguera, la scarpa nera, argento e dorata. Eleganti e perfette per ogni occasione, soprattutto quando volete abbinarle a vestiti colorati e appariscenti, che andrebbero in contrasto con scarpe dalle fantasie troppo vistose. “Vestito semplice con scarpa audace, vestito audace con scarpa semplice. More is less!”

Molto intrigante questo modello di Entonces, total black ma per niente scontato, grazie ai profili in oro e al contrasto di due materiali differenti:

www.entoncestango.it

Durante gli eventi di tango sono spesso presenti esposizioni di scarpe e abbigliamento di ditte del settore, sia da donna che da uomo, che permettono agli appassionati di provare i prodotti dal vivo. La scarpa da tango è così comoda, che farete fatica a comprarne altre dopo averle provate. Io le ho indossate anche il giorno del mio matrimonio! 💜

Pronte a fare shopping? 🛍️ 👠

Articolo di Benvegnù Elisa

6 buoni motivi per iniziare a ballare Tango Argentino con il proprio partner

Come sfruttare gli strumenti che il tango ci offre per migliorare la vita di coppia.

Ballare fa bene sotto tanti aspetti: è un ottimo allenamento fisico, migliora la postura e la coordinazione, aiuta la memoria e fa bene all’umore. Tuttavia, il tango argentino non porta solo vantaggi fisici e mentali, ma è un ottimo strumento per vivere il rapporto di coppia in modo sano e appagante.

Per me e Donatello è stato così. Sono quindici anni che il tango fa parte della nostra vita insieme. Grazie a questa passione abbiamo avuto la possibilità di far crescere positivamente il nostro rapporto, sfruttando gli strumenti che il tango ci metteva a disposizione. Ecco perché ho voluto farvi una lista con 6 buoni motivi per iniziare questo percorso in coppia:

Elisa e Donatello – www.newlifetango.it

1. Aumenta la percezione di se stessi. Per avere un rapporto di coppia sano si deve partire dalla conoscenza di se stessi. Il tango argentino e’ un ballo basato sulla sensibilità, che ci porta ad ascoltare il nostro corpo e a valorizzare le nostre attitudini. Dedicare del tempo ad ascoltarsi aiuta a trovare il proprio equilibrio, ad avere più autostima e ad entrare meglio in contatto con l’altro.

2. Si impara ad ascoltare l’altro. Nel tango ci si trova a condividere il proprio percorso a braccetto con il nostro partner. Quando balliamo diventiamo un tutt’uno con l’altro o, per fare una metafora, è come se la coppia diventasse un “animaletto con quattro zampe”. Per raggiungere questa profonda connessione e’ necessario sentire l’altro, imparare a fidarsi e ad ascoltarlo rispettando i suoi tempi. Si inizia così a comunicare ad un livello più profondo dove, esprimendosi attraverso il corpo, le parole non servono.

3. Aiuta a trovare il compromesso. Conoscersi più a fondo fa emergere anche le nostre insicurezze, come la paura di sbagliare o di non essere adeguati. Il tango ci insegna che l’errore non è mai un problema, ma un’opportunità per imparare a confrontarci in maniera positiva, trovando insieme una soluzione per superare l’ostacolo. Questo atteggiamento porta la coppia a diventare più solida e ad affrontare meglio gli eventi della vita.

4. Accende la passione. Il tango argentino e’ il ballo sensuale e passionale per eccellenza. La maniera in cui ci si abbraccia e si entra in contatto, porta a condividere in maniera istintuale la propria intimità con il partner. Trascorrere dei momenti insieme migliora la complicità e offre la possibilità di scoprire aspetti positivi del proprio partner. Nel tango la donna impara ad esprimere la propria femminilità senza timori, mentre l’uomo acquisisce sicurezza e scopre il proprio lato creativo.

5. Si condivide un hobby. Non c’è niente che crei più feeling in una coppia dell’avere una passione in comune! Il ballo e’ divertimento, stimola le endorfine e ci permette di condividere dei momenti magici chiusi all’interno dell’abbraccio (e non nelle pareti del nostro salotto). Si esce così dalla routine quotidiana, per immergersi in un mondo fatto di energia e buona musica.

6. Nascono nuove amicizie. Il tango argentino e’ un ballo ‘sociale’, in cui l’ambiente informale invita la condivisione e l’amicizia. Le lezioni e le serate di ballo sono occasioni in cui si chiacchiera, si conoscono nuove persone con cui ballare e si stringono legami che durano nel tempo. In questa epoca di rapporti umani molto ‘social’ ma poco connessi fisicamente, è spesso necessario ricordare l’importanza di condividere la gioia di stare insieme agli altri e magari la stessa passione per il ballo.

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Presentazione Corsi 16 Settembre 2020

Articolo di Benvegnù Elisa

Perché il Tango Argentino fa davvero bene alla salute

Il ballo fa bene, lo sanno tutti. Ma perché il tango argentino e’ un vero toccasana per corpo, mente e spirito? La risposta è da ricercare nelle sue origini.

Il tango ha origini popolari, nasce nei primi del ‘900 dalla necessità di integrazione sociale, di contatto fisico, di relazione con gli altri. La sua essenza è dunque quella della danza sociale, in cui i movimenti nascono dalla naturalezza, ma soprattutto dove l’abbraccio e la percezione di se e dell’altro rappresentano i fattori primari da cui nasce ogni passo. Lo sviluppo tecnico che il tango ha ottenuto negli anni è sempre rimasto legato a questi principi fondamentali, ricercando l’apprendimento dei movimenti nel rispetto delle attitudini e delle caratteristiche di ciascuno, senza mai assumere “tecnicismi” che risultino una forzatura per il corpo.

Fatta questa premessa, si può certamente affermare che il tango stimola il corpo a 360°, attivandolo dalla testa ai piedi, ma sono molteplici anche i benefici sia a livello mentale che emotivo. Scopriamo insieme tutti i vantaggi di ballare tango argentino:

1. Migliora la postura. Nel tango tutti i movimenti nascono dall’abbraccio, di conseguenza dall’utilizzo del tronco. E’ quindi fondamentale l’attivazione profonda e controllata dei muscoli del dorso, della schiena e della fascia addominale. Il miglioramento del tono muscolare e della percezione del proprio corpo sono la base dello sviluppo di una corretta postura nella vita quotidiana. Inoltre, le gambe sono il motore di ogni passo di ballo; si ottiene quindi un buon rinforzo muscolare e si stimolano l’equilibrio e la stabilità.

2. Migliora l’elasticità. Le dinamiche che si utilizzano stimolano la dissociazione dei movimenti del busto rispetto a quelli delle gambe, una caratteristica fondamentale di questo ballo. Si ottiene un miglioramento della torsione e un’aumento dei gradi di rotazione delle vertebre, rendendo quindi il tronco più elastico e la schiena più forte.

3. Permette di dedicarci ad una parte del nostro corpo spesso dimenticata: i piedi. Nel tango si cammina accarezzando il pavimento e si utilizzano i piedi per “disegnare” la musica, come se fossero dei pennelli su una tela. Si impara ad utilizzare bene l’appoggio plantare per trovare stabilità, si rinforzano le caviglie e si acquisisce una camminata armoniosa, sicura ed elegante.

4. Elimina lo stress. Il tango è un ballo di improvvisazione, dove la connessione è talmente profonda da far in modo che, mentre balliamo, siamo totalmente concentrati sul presente. In ascolto di noi stessi e del nostro partner, seguendo il flusso della musica, mentre si balla si gode del momento ed e’ impossibile preoccuparsi di altro.

5. Migliora la memoria e l’acutezza mentale. Nel tango non ci sono schemi obbligati. Ogni passo è libero da sequenze preconfezionate, facendo in modo che l’improvvisazione sia l’essenza stessa di questo ballo. L’uomo e la donna creano un feeling profondo ascoltandosi a vicenda e sentendo la musica; in questo contesto la mente riceve continuamente stimolazioni sensoriali che ispirano i ballerini nella loro creatività, sulla base del proprio repertorio di movimenti e della propria sensibilità musicale.

6. Aumenta l’energia e la vitalità. Ballare fa produrre al corpo endorfine, di conseguenza migliora l’umore e l’energia vitale. Inoltre, uno studio italiano ha dimostrato che, persone con insufficienza cardiaca che praticano il ballo come attività fisica, migliorano la salute cardiaca maggiormente rispetto a chi va in bicicletta o utilizza il tapis roulant. Se praticato con costanza il tango aiuta quindi a mantenersi in forma divertendosi!

Articolo di: Benvegnù Elisa e Palantone Donatello

La tradizione del “Cebar Mate”

Cebar mate è l’espressione tipica che significa “preparare il mate e servirlo”.

Bere il mate in compagnia è un rito quotidiano in quasi tutte le famiglie di argentini e uruguaiani. Per loro è un “rituale” diffuso, come può essere per gli italiani offrire una tazza di caffè agli ospiti.

Ma come si prepara un mate perfetto?

Dopo essere stato riempito di erba, il recipiente viene tappato con la mano per poi essere agitato e capovolto. In questo modo, sul palmo della mano si deposita della polvere in eccesso che viene eliminata. Poi si versa sopra l’acqua calda, rigorosamente sempre nello stesso punto, in modo da inumidire solo una parte delle foglie di mate e lasciarne asciutta un’altra parte. Infine, nel punto in cui è stata versata l’acqua si inserisce la bombilla, che non va mai spostata.

Il cebador (colui che ha preparato il mate e lo offre) beve per primo il mate, aspirando l’infuso con la bombilla fino ad esaurirlo e a provocare il tipico rumore che fa una cannuccia quando finisce il liquido aspirato. A questo punto aggiunge altra acqua e passa il mate a chi è seduto alla sua sinistra: chi lo riceve lo beve fino in fondo e lo rende al cebador, che aggiunge altra acqua e lo passa al secondo invitato, poi al terzo…

Si continua facendo circolare il mate anche per ore. Le foglie inizialmente lasciate asciutte sono una specie di riserva: quando le prime foglie sono ormai esaurite, si bagnano le seconde per continuare la mateada e il cebador potrà anche spostare la bombilla nel nuovo punto di infusione. Alla fine l’erba mate sarà stata tutta sfruttata: si tratta ormai di mate lavado (“mate slavato”).

Contributo: Wikipedia

La storia del mate

Bevanda tradizionale dell’Argentina, Uruguay, Paraguay e di tutta la zona della cordigliera delle Ande, è una bevanda ottenuta dall’infusione in acqua calda della Yerba Mate.

Si tratta di un infuso già in utilizzo dagli Indios Guaranì ancora prima dell’arrivo degli europei, ma da loro veniva preparato con l’acqua fredda. I soldati spagnoli, che nel XVI erano stanziati in Sud America, appresero questa tradizione dagli indios, ma essendo alla ricerca di una bevanda che ricordasse loro il tè, utilizzarono l’infusione delle foglie in acqua calda, ottenendo così un infuso aromatico e dal gusto deciso.

Il Mate viene preparato sistemando le foglie essiccate all’interno di un apposito recipiente ricavato da piccole zucche, oppure in legno o in metallo. Viene aggiunta poi l’acqua calda ad una temperatura di semi-ebollizione. La bevanda, dopo circa un quarto d’ora, è così pronta. Viene bevuta attraverso una cannuccia di metallo dotata di un filtro a forma di spirale o rotondeggiante con dei piccoli fori chiamata “bombilla”, che ha la funzione di non far aspirare le foglie. Può essere consumata subito o lasciata nel contenitore e bevuta successivamente, aggiungendo acqua calda anche più volte.

Bere il mate è un rito quotidiano in quasi tutte le famiglie. Per gli argentini e uruguaiani è un “rituale” diffuso, come lo è per gli italiani bere una tazza di caffè o per gli inglesi offrire un tè agli ospiti. Può essere fatto anche in una semplice teiera utilizzando delle bustine come quelle del té (in questo caso si chiama “Mate cocido”) e puo’ essere servito amaro o dolce.

E’ usuale incontrare per strada persone che lo consumano camminando, portandosi dietro un piccolo thermos con acqua calda a disposizione per tutta la durata della “mateada”. Anche nei posti di lavoro e’ molto comune vedere professionisti lavorare davanti ai loro computer con una tazza di mate.

Curiosità: L’emigrazione portò il mate anche in alcuni paesi della Calabria e in particolare a Lungro, dove ancora ai nostri giorni è abitualmente consumato dalla popolazione seguendo le tradizioni importate dall’Argentina. I negozi di generi alimentari di Lungro vendono normalmente sia la yerba mate sia tutti gli accessori per gustare questo infuso.

Articolo di Benvegnù Elisa

Le origini del Tango

Le sue radici risalgono ai primi del ‘900, ma il tango racchiude in se non solo una genere musicale, ma la cultura di un’intera popolazione.

Ci sono molte versioni sul luogo dove è nato il tango. Fonti certe confermano che il Rio de la Plata, fra Argentina e Uruguay, è stata la culla del tango, anche se c’è chi afferma con documenti alla mano, che fu a Montevideo che venne ballato per la prima volta un tango.
Quello che è certo è che crebbe a Buenos Aires, difficile stabilire a partire da quale quartiere. Da La Boca a San Telmo, fino a Pompeya, sono molti i “barrios porteños” che giurano di avergli dato i natali. Altro dato certo è che nacque nei “conventillos”, casermoni popolari dei quartieri bassi del centro della città, abitati da emigranti di varia origine (moltissimi italiani) che diedero un apporto significativo alla suo sviluppo. 
La versione ancora oggi più diffusa sulle origini di questa danza narra che nei primi del ‘900 essa fosse sostanzialmente appannaggio della gente umile (e di qualche appartenente alle classi elevate che ogni tanto voleva provare il brivido del divertimento proletario), e così fu fino al 1912-13, quando le classi “bene” accettarono il nuovo ballo nei loro ambienti sociali.
Questo avvenne solo dopo che il tango divenne una moda in Francia, grazie ai marinai che da Buenos Aires portarono nel paese d’Oltreoceano gli spartiti de “La Morocha” e di “El Choclo”. Solo dopo che la Francia impazzì per la nuova musica gli Argentini delle classi elevate (soliti ad imitare gli europei), si accorsero che la loro terra aveva prodotto qualcosa che gli europei imitavano… e anche loro si appassionarono al tango.

In effetti, dopo che fu approdato in Europa, il tango, complici le vicende storiche che travolsero il Vecchio Continente e che lo separarono dagli avvenimenti del Sudamerica, si imbastardì e si europeizzò, si scisse dalle esperienze di vita rioplatensi che lo avevano generato e si innestò sui balli europei. In Italia diventò il ballo “liscio”, ritmo facile e popolare, mentre nell’area di influenza anglosassone divenne il ballo “standard”.

A Buenos Aires, invece, a partire dai famosi anni 1912-13, il tango coinvolse strati della popolazione sempre più ampi e con essi poeti e musicisti di alto livello, rappresentando sempre di più lo spirito stesso della città.

Fonte: Pier Aldo Vignazia – Il Tango è sempre una storia d’amore.