Eletto tra i tre più grandi ballerini di tango argentino di
tutti i tempi, è colui che ha insegnato e
diffuso il tango in tutti il mondo, ma Miguel Angel Zotto chi è?

Origini italiane (nello specifico lucane) impresse anche in quel cognome (trascritto con un errore
dall’anagrafe argentina in Zotto, mentre
originariamente era Zotta), maestro, coreografo, ma principalmente ballerino di
milonga.

L’avventura di Miguel Angel inizia giovanissimo a Buenos Aires, quando rimane folgorato dall’atmosfera durante l’inaugurazione di una milonga e decide
di intraprendere lo studio del tango argentino. Quella volta forse l’unico giovane di Buenos
Aires.

“…ho iniziato a ballare il rock’n roll all’età di 11 anni,
a casa però ascoltavo sempre il tango perché nella mia famiglia era
un’abitudine. A 17 anni un amico mi
portò all’inaugurazione di una milonga e rimasi folgorato! Decisi che anch’io
avrei voluto ballare in quella milonga”

Negli anni successivi incontra e studia con diversi maestri: Rodolfo Dinzel, Antonio Todaro, Pepito Avellaneda, Juan Carlos Copes e Maria Nives, Carlo Estevez (Petroleo) e
amplia il suo giro di conoscenze fino al 1981 dove decide di affittare e
gestire un locale dove organizza delle milongas che proseguono per un anno
circa (interrotte poi dalla situazione creatasi con la guerra della Malvinas e
Fakland).

“Il mio tango ha avuto una grande evoluzione da quando ho iniziato a ballare, fino ad oggi”

Nel 1984 intraprende la carriera professionista ottenendo
subito scritture di notevole importanza e 4 anni dopo avvia il progetto “TANGO X
2″
.

Lo spettacolo di Tango per gli argentini, il tango a teatro.

“Questa è una cosa interiore… quando sono arrivato sul
palcoscenico mi sono accorto che era la mia vita. Non posso lasciarlo.”

E sempre nelle sue parole l’essenza di TANGO X 2:

“Il mio sogno era quello di realizzare uno spettacolo per
argentini, l’argentino non poteva pagare un biglietto per vedere uno
spettacolo per turisti! Era il 1998”

Sostenitore del Tango sociale, sottolinea anche nelle scelte teatrali questa
esigenza di sviluppare e far conoscere le radici del tango.

Nel 2012, intervistato
sullo spettacolo PURO TANGO, racconta:

“Lo spettacolo nasce dall’idea di mettere in scena i vari personaggi della storia del tango, attraverso
travestimenti e proiezioni di video realizzati dal sottoscritto nel corso degli
anni. Tutto il primo tempo è dedicato ai grandi milongueri del passato, a
partire da El Cachafaz, ballerino emblematico che ha ballato fino al 1940…”

Sempre sulla linea che demarca ballo sociale e coregrafie
teatrali :

“Il teatro è il teatro e la milonga è la milonga. Non
bisogna confondere le cose. Il tango è un ballo sociale, nella milonga non si
deve far niente, nessun gancho, niente di niente! Si deve ballare per l’altra
persona
, aspettarla, si deve camminare, creare una coreografia semplice, non è
necessario di più, altrimenti la gente comune non potrebbe godere di questa
danza… In tutti i miei spettacoli c’è sempre una coreografia di tango Salòn, semplice, affinché la gente si possa identificare”

Personaggio chiaro, lineare e maestro delle radici del tango
argentino, ha racchiuso nella sua celebre frase “ il tango non è maschio, è
coppia
” uno dei concetti più profondi di questo ballo, che così spiegava nella rivista
“El tanguero” di qualche anno fa:

“Ma quanto è importante la donna! Purtroppo la gente non lo
capisce!
Se ci soffermiamo a guardare una coppia che balla, ci accorgiamo che c’è un movimento
che prevale tutto il tempo. Quel movimento lo fa la donna, quando gira il
bacino nell’ocho indietro crea un movimento meraviglioso, che è il cuore di
questa danza! Se ci fate caso il 100% delle coppie che ballando fanno l’ocho
indietro e quello è l’inizio di tutte le possibili combinazioni che esistono
nel tango in tutti gli stili: del tango della guardia veja, del tango
canyengue, del tango del centro, del nord, del sud come di tutti… il tango è
UNO. Ci sono diversi stili ma il tango è uno.
E l’ocho lo fa la donna, non lo fa l’uomo. Questa è
l’importanza che ha la donna nel tango, come nella vita. Che cosa deve imparare
l’uomo? A guidare l’ocho.”

E la camminata?

“Per camminare la cosa più importante è l’asse del corpo,
l’eleganza, accarezzare il pavimento è il significato vero di camminare, non è fare una figura dopo l’altra….no, camminare un po’, camminare, mostrare.”

Uomo ed Artista che ha dedicato tutta la sua vita al tango
argentino, lo salutiamo con queste sue
poche ma esplicative parole sulle
profondità interiore del tango:

“Perché è la storia
di una coppia, è la storia della vita…”
Miguel Angel Zotto.

Contributi tratti da:

TangoMagazine – numero 3 gennaio 2007 – “Miguel Angel Zotto” di
B. Spiladieri

El tanguero – numero 5 gennaio/marzo 2012 – “Miguel Angel Zotto y Daiana Guspero” di H.
Corpora e A. De Dominicis